PARCO NORD PIÙ GRANDE? SÌ, MA SOLO SULLA CARTA

Senza risorse e acquisto delle aree, il “nuovo Parco Nord” è solo un’illusione.

Nella giornata di venerdì 25 luglio il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità in via definitiva il passaggio delle aree del PLIS Grubria (ex Parco del Grugnotorto) al Parco Nord Milano. Per quanto condivisibile, va detto con chiarezza che si tratta di un atto giuridico, non di un cambiamento fisico. Un semplice spostamento di confini amministrativi, che aumenta sì le tutele di queste aree ma non porta un euro in più per rendere il parco davvero fruibile da cittadini e famiglie.

Va ricordato – dichiara il Capogruppo PD Marco Tarantola – che la proposta ora approvata era stata originariamente avanzata dal PD cinisellese, con un ordine del giorno in Consiglio comunale a mia prima firma, nel gennaio 2019 e bocciata con anche il voto contrario del Sindaco. Ripresentammo la stessa proposta nel 2023 e la maggioranza fece di tutto per evitare di discuterla salvo poi arrivare a cambiare posizione, anche grazie alla pressione delle associazioni cinisellesi”. L’iniziativa nasceva per dare continuità alla scelta storica del 1998, quando si cancellarono le volumetrie del PRG per salvaguardare l’area, avviando il PLIS del Grugnotorto. Ma anche per contrastare il rischio che l’attuale maggioranza potesse mettere in discussione quelle conquiste ambientali, riportando l’edificazione nel Parco.

Oggi come allora, non basta cambiare il nome o i confini: serve un vero parco, con boschi, prati, percorsi, orti urbani e servizi. Ma questo sarà possibile solo se si acquistano le aree private. Proprio come avvenne negli anni ’90, quando il Comune acquistò i terreni su cui oggi sorgono i boschi e i laghetti del Parco Nord e del Grugnotorto. Per questa ragione, il gruppo PD in Regione Lombardia tramite i consiglieri regionali Simone Negri e Gigi Ponti ha chiesto con un ordine del giorno di garantire che i 16 milioni di euro previsti dall’Accordo di Programma dell’HUB Bettola vengano destinati proprio alla compensazione ambientale e all’acquisto delle aree. Ma la maggioranza regionale ha respinto la proposta, scaricando le responsabilità sul Comune e sull’organo di vigilanza.

Afferma il Segretario del PD cittadino Andrea Catania: “Una scelta grave e miope. La Regione non può sfilarsi da un accordo che ha negoziato e firmato, tanto più se — come ha dichiarato più volte il Sindaco — il Comune non intende attuare la compensazione ambientale. Ma quale “grande parco” si sta promuovendo, se le aree restano in mano a privati e non ci sono risorse per intervenire? La verità è che questa amministrazione non ha un progetto ambientale vero. Il trasferimento delle aree al Parco Nord serve solo a scaricare i costi di manutenzione, trattenendo i 16 milioni di euro per altri interventi mai chiariti. Da anni, infatti, si lascia intendere che non si vogliono usare per l’ambiente ma per cosa, ancora, non è stato detto.

Concludono Tarantola e Catania “Senza quelle risorse, il parco resterà solo un disegno sulla carta, e verrà tradito un principio fondamentale: chi realizza l’HUB Bettola deve pagare il prezzo ambientale di quell’insediamento. La compensazione ambientale non è un optional burocratico: è un diritto dei cittadini e un dovere verso la salute collettiva. Chiediamo alle associazioni, ai cittadini e a chi ha creduto con noi nel progetto di un unico grande parco regionale, di mobilitarsi per pretendere il rispetto degli impegni presi. Solo così potremo aumentare i boschi, ampliare gli orti urbani, creare nuovi percorsi e dare un contributo concreto alla lotta contro la crisi climatica. Noi continueremo a batterci per un parco vero, vivo e accessibile. Non per una riga spostata su una cartina.

Cinisello Balsamo, 28 luglio 2025

Scarica il comunicato stampa