Basta misure spot. Il centrosinistra propone un piano integrato per la sicurezza e la coesione sociale.
L’aggressione agli agenti della Polizia di Stato nella notte tra il 21 e il 22 ottobre, in via Garibaldi, è un fatto gravissimo. Intervenuti dopo la segnalazione di una presunta sparatoria, i poliziotti sono stati accerchiati da circa trenta persone; un agente è rimasto contuso e tre persone sono state denunciate. Esprimiamo piena solidarietà alle forze dell’ordine, che ogni giorno operano per la sicurezza di tutti.
È l’ultimo di diversi episodi che hanno colpito la città: dall’assalto esplosivo alla Bper di via Garibaldi alla violenta aggressione al Boulevard, fino al ferimento con arma da fuoco a Sant’Eusebio. Fatti diversi, che impongono una risposta seria, continua e misurabile. Ghilardi governa da oltre otto anni e della sicurezza ha fatto una bandiera. Non gli attribuiamo la responsabilità di ogni reato: gli chiediamo di rendere conto dei risultati della sua politica. Anche il Governo, intanto, ha appena approvato l’ennesimo decreto sicurezza, il nono in soli quattro anni. Ma moltiplicare norme, annunci e pene non basta se sui territori non arrivano persone, risorse e capacità di prevenzione.
Proponiamo un Piano integrato di sicurezza urbana, aggiornando gli strumenti già esistenti e portandolo in Consiglio comunale: durata pluriennale, mappatura delle criticità quartiere per quartiere, priorità operative, risorse stanziate, responsabilità definite e verifiche periodiche. Un piano da costruire con Prefettura, forze dell’ordine, Polizia Locale, servizi comunali, scuole, commercianti e realtà sociali, nel rispetto delle rispettive competenze.
La prima priorità sono gli organici e la presenza sul territorio.Il Comune pubblichi la consistenza effettiva della Polizia Locale, i posti vacanti e un programma di turni che rafforzi il presidio dei quartieri. Il Sindaco chieda inoltre formalmente al Governo, attraverso Prefettura e Ministero dell’Interno, per porre il tema della carenza di organico denunciato anche dai sindacati di carabinieri e polizia di stato, rendendo pubblica la risposta ricevuta. Non bastano nuovi poteri sulla carta se mancano gli operatori per esercitarli. Servono poi interventi coordinati e verificabili: illuminazione e manutenzione degli spazi pubblici, recupero degli immobili degradati, sostegno al commercio di vicinato. E insieme investimenti su scuola, educazione alla legalità, contrasto alla dispersione scolastica, educativa di strada e interventi sulle dipendenze. Non sono alternative alla repressione dei reati: sono condizioni necessarie per prevenire la violenza e preservare la coesione sociale.
Chiediamo infine una relazione pubblica semestrale su presenza dei presidi, azioni realizzate e risultati raggiunti. La sicurezza si governa con programmazione e coesione sociale: non con una sequenza di dichiarazioni.