PALESTRE SCOLASTICHE: DOPO I PROCLAMI DI AGOSTO, EMERGONO DISAGI E PROBLEMI

Il caos delle palestre scolastiche, scoppiato a luglio con le dimissioni dell’assessore Francesco Scaffidi e la revoca delle deleghe a Riccardo Malavolta, continua a produrre disagi per cittadini e associazioni sportive. Dopo i proclami di agosto del sindaco Giacomo Ghilardi e la nomina del nuovo assessore Simone Villa, i nodi vengono al pettine e le risposte messe in campo mostrano tutti i loro limiti.

L’esenzione dal pagamento delle tariffe, annunciata in modo generico e frettoloso, non riguarda automaticamente tutte le associazioni colpite, ma si basa su un criterio parziale che non misura il danno reale: può essere riconosciuta soltanto a chi abbia subito una riduzione delle ore settimanali pari almeno al 10% rispetto al fabbisogno storico o alla stagione precedente. Ma un’associazione può anche recuperare formalmente parte delle ore in un’altra palestra: se però lo spazio si trova in un quartiere diverso oppure viene assegnato in giorni e orari incompatibili con quelli utilizzati fino allo scorso anno, l’impatto sugli iscritti rimane. Il problema vero non è quindi soltanto quante ore vengono assegnate, ma quanti corsi possono effettivamente continuare e quanti cittadini riescono davvero a mantenere la propria attività sportiva.

Anche la ricerca di strutture alternative non risolve automaticamente il problema. Quando il Sindaco ha annunciato l’individuazione di nuovi spazi, ha omesso un elemento fondamentale: utilizzare strutture private o appartenenti ad altri enti non significa poterle utilizzare alle stesse condizioni economiche delle palestre comunali. Le associazioni possono quindi trovarsi a sostenere costi maggiori e il rischio concreto è che le conseguenze economiche di questa emergenza vengano trasferite sulle società sportive e, alla fine, sugli iscritti.

Le iscrizioni alle associazioni sportive sono ancora in corso, ma quelle per la ginnastica rivolta agli anziani sono ormai terminate e le prime verifiche restituiscono un dato pesantissimo: rispetto ai 550 utenti indicati dai dati comunali di giugno 2025, 130 persone non si sono iscritte. Quasi una su quattro. A questo si aggiunge il fatto che non tutte le associazioni saranno nelle condizioni di riprendere normalmente le proprie attività.

E soprattutto rimane senza risposta la domanda principale: quanto durerà questa situazione? Ad oggi non è stato ancora reso pubblico un quadro complessivo che permetta alla città di sapere, palestra per palestra, quali interventi siano necessari, quanto costeranno, quali risorse siano già disponibili e se siano sufficienti, quando inizieranno i lavori e soprattutto quando ogni struttura potrà tornare pienamente utilizzabile.

È questo che chiediamo all’Amministrazione: non altri annunci, ma un cronoprogramma pubblico e trasparente, con tempi, costi e risorse per ogni palestra, insieme a una verifica reale dell’impatto che questa situazione sta producendo sulle associazioni e sui cittadini. Perché la crisi delle palestre non può essere considerata risolta soltanto perché sono stati redistribuiti gli spazi ancora disponibili. La stagione sportiva è iniziata e oggi i problemi che ad agosto si cercava di minimizzare stanno presentando il conto.